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el 1766 si consuma in Francia una delle più terribili condanne a morte della storia. Un giovane diciannovenne, il Cavaliere de La Barre, viene accusato di empietà per non essersi tolto il cappello al passaggio di una processione e per altri atti minori ritenuti all’epoca sacrileghi. Al termine di un lungo processo, il giovane è torturato, decapitato e il suo corpo arso sulla piazza principale di Abbeville. Voltaire segue da lontano il caso, sperando che l’imputato sia prosciolto o graziato. Poi, inorridito dalla notizia dell’esecuzione, si procura i materiali del processo e compone di getto questa Relazione sulla morte del Cavaliere de La Barre che costituisce ancora oggi un agghiacciante documento e il grido di dolore più alto di un filosofo che ha contribuito con spirito indomabile contro ogni fanatismo a diffondere tra gli uomini gli ideali di tolleranza, di giustizia e di umanità.
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