Il progetto presto si rivelò ben più ambizioso.
E nell’arco di soli tre anni il più importante e noto architetto dell’Italia neoclassica, il folignate Giuseppe Piermarini, realizzò una villa dalle linee severe e dalle proporzioni grandiose, che si apriva verso il visitatore in una sorta di benevolente abbraccio, mentre sul retro custodiva un giardino tra i più belli e preziosi.
Ad arricchire gli interni furono chiamati i più celebri artisti dell’epoca, mentre tra i contemporanei cresceva l’ammirazione per quella realizzazione che celebrava il fasto di una monarchia imperiale che si sentiva padrona dei destini europei.
Ma nel giro di pochi anni, nuovi occupanti presero possesso della villa, nei tumultuosi avvenimenti di fine secolo, i francesi del piccolo generale còrso Napoleone.
Ed anch’essi, affascinati dalla bellezza e magnificenza della costruzione, la vollero sede del vicereame d’Italia, arricchendola con la costruzione di un vastissimo parco che andava a completare l’opera realizzata dai precedenti nemici.
Dopo d’allora la villa passò ad altri proprietari ancora, seguendo per intero le vicende della storia nazionale e giungendo finalmente ai sovrani dell’Italia unita.
E anche i Savoia ne subirono prepotentemente il fascino. Umberto I la elesse, come già altri regnanti prima di lui, a propria residenza estiva e la città di Monza divenne nei fatti la seconda capitale d’Italia, dove convergevano da maggio a ottobre ministri e sovrani.
Questa storia gloriosa si interruppe drammaticamente in una caldissima sera d’estate dell’anno 1900, quando lo stesso Umberto venne ucciso in un attentato a poche centinaia di metri dalla villa.
Da allora, quasi per una crudele nemesi storica, l’edificio conobbe una rapida e inarrestabile decadenza: abbandonata dalla corte, spogliata dei mobili e degli arredi, adibita ad usi discutibili, incerta persino la sua proprietà.
E a tale decadenza corrispose per le ferree leggi del tempo il deteriorarsi dei muri e delle facciate, lo scollarsi delle decorazioni, la precarietà dei tetti fessurati, mentre ancora e più volte si riaffacciava il tema del suo restauro e della sua destinazione.
Oggi la Villa Reale, nonostante tanti siano stati gli interventi di salvaguardia e gli ambiziosi progetti di recupero, si presenta come un grande gigante malato, che chiede ansiosamente di essere curato e di tornare all’antico splendore.
Scrivere la storia della Villa Reale e renderne partecipi i lettori di questo volume è stato per noi anzitutto un atto d’amore e di rispetto per questo edificio, unico in Italia per grandiosità e bellezza e così tristemente oggetto di una vicenda che non pare aver fine.
Abbiamo cercato di rendere quanto più piacevole e avvincente questa storia della Villa, rinunciando a pesanti apparati di note e di richiami che spesso sarebbero stati opportuni, e anche abbiamo voluto collocare nel loro contesto storico i principali avvenimenti che la videro protagonista.
E accanto alla “storia” della villa, abbiamo voluto aprire delle “finestre” sotto forma di schede, per cogliere singoli temi e problemi che mal si adattavano ad una trattazione strettamente cronologica.
Nella nostra ricerca abbiamo attentamente consultato la bibliografia sull’argomento, ricca ma ancora certo insufficiente su aspetti più particolari, che - è il nostro augurio - potranno fornire spunto per ulteriori ricerche nei prossimi anni.
Molti elementi forniti sono inediti e provengono dai documenti della Soprintendenza, dall'Archivio Centrale dello Stato e da raccolte private; sono anch'essi uno stimolo a restituire dignità di monumento alla Villa e auspicare un centro di documentazione aperto a tutti gli studiosi.
Naturalmente, in un’opera che copre più di duecento anni di storia, inevitabili possono essere imprecisioni, ripetizioni, semplificazioni e forse (ma speriamo il contrario) anche qualche banale errore. Di tutto ciò chiediamo anticipatamente venia al lettore e saremo grati a tutti coloro che vorranno segnalarceli.
Un particolare ringraziamento per le schede forniteci va all’arch. Marina Rosa, che da molti anni si dedica al recupero e allo studio dell’edificio piermariniano, e a Valeriana Maspero per la riproduzione di alcuni passaggi tratti da altri suoi testi. Grati siamo anche alla Soprintendenza ai Beni Architettonici di Milano per la riproduzione di alcune immagini.
L’amico prof. Piero Pozzi ci ha poi fornito alcune stupende fotografie a colori della Villa di Monza, tra le tante del suo archivio personale, che ne testimoniano la grande ricchezza architettonica. E infine il merito di averci spinto a scrivere questo libro va ai tanti, monzesi e non, che hanno dimostrato affetto e ammirazione per questo straordinario e unico complesso.
La Villa Reale di Monza.
Storia di una reggia europea.
Paolo Paleari
e Carlo Vittone
240 pp. con illustrazioni b/n
+ 16 pagine di foto
a colori Piero Pozzi
Contributi di Marina Rosa
ISBN 88-88478-07-8
€ 20,00
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